Come donne in nero di Padova desideriamo condividere informazioni e riflessioni intorno alla guerra.

Crediamo che la guerra mostri oggi la sua totale crudeltà e inutilità.

30 marzo 2020

Più Sanità, meno Armi : prima la vita

Davanti all’attuale epidemia ci scopriamo tutte/i fragili e vulnerabili. Anche chi ha sempre cercato di rimuovere questa sensazione di dipendenza deve oggi riconoscere che la vulnerabilità è la condizione dell’umano, condizione che ci rende tutti/e simili, tutti/e bisognosi dell’altro/a. Costruirsi e rinchiudersi in una fortezza che ci protegga, isolandoci dagli altri, pensando di poter lasciare il mondo fuori dalla nostra porta, non ci rende immuni dalla malattia, dal bisogno, dalla sofferenza e morte.

Così le politiche nazionaliste securitarie - chiudiamo tutti i confini! - e sovraniste - prima gli Italiani! gli americani! ecc - sono illusorie e mistificanti perché in un mondo così interdipendente nessuno può salvarsi da solo.

L’epidemia stessa ci insegna che solo la collaborazione, l’interscambio e la solidarietà basati sulla consapevolezza della dipendenza primaria di ciascun essere umano dalla cura di un altro/a - la madre in primis - e della insopprimibile dimensione relazionale della vita umana possono aiutarci ad affrontare la complessità dei problemi che abbiamo davanti.

E la dipendenza è non solo dagli esseri umani, ma anche dall’ecosistema in cui viviamo, ecosistema che abbiamo sfruttato, inquinato, impoverito e stravolto, talora in modo irreversibile, anche con continue guerre globali e locali. La produzione, la vendita e l’uso delle armi assorbe una quantità di risorse che devono oggi essere impiegate per riparare i danni che abbiamo arrecato all’ambiente e per sostenere la vita e la salute di tutti/e.
Non si può pensare di uscirne con qualche aggiustamento, lasciando inalterato un modo di produzione predatorio con i deboli e il pianeta, e violento perché basato sul ricorso alle armi e ai conflitti armati per risolvere ogni contesa. Si impongono scelte radicali all'altezza della situazione.

Prima la vita, per tutte e tutti insieme, sicuri/e in una terra liberata dallo sfruttamento delle risorse, dall'inquinamento, da tutte le armi.



       Betta Compagni

Padova, 29 marzo 2020

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