Come donne in nero di Padova desideriamo condividere informazioni e riflessioni intorno alla guerra.

Crediamo che la guerra mostri oggi la sua totale crudeltà e inutilità.

01 novembre 2020

CONTRO LA GUERRA PER IL NAGORNO KARABAKH

Il conflitto armeno-azero per il Nagorno Karabak dura da trent’anni. Negli ultimi giorni è diventato una guerra dichiarata, causando grandi perdite umane e materiali. Ad essere colpita è, come sempre ormai, la popolazione civile, e principalmente donne, bambini e bambine. Grandi stati, fondamentalmente Turchia e Russia, sono coinvolti in questo conflitto, perseguendo i loro interessi geostrategici ai danni sia dell’Azerbaigian che dell’Armenia. 

Il conflitto nel Nagorno Karabak affonda le proprie radici nella politica del divide et impera di Stalin, che incluse la regione, abitata in maggioranza da Armeni, nella Repubblica Sovietica dell’Azerbaigian. Le tensioni interetniche mai sopite sono scoppiate a partire dal 1988, tramutandosi nel 1991 in conflitto interstatale tra Armenia ed Azerbaigian ormai diventate indipendenti. L’accordo per il cessate il fuoco firmato nel 1994 ha sancito l’occupazione militare del Nagorno Karabak da parte delle forze armene. La guerra aperta si concluse con gli accordi per il cessate il fuoco firmati a Bishkek (Kirgizistan) nel 1994, da quel momento il territorio rimase sotto l’occupazione militare dell’Armenia. Nell'aprile del 2016 vi fu una recrudescenza con la "Guerra dei quattro giorni" che si è conclusa con una tregua tra le parti in conflitto: Nagorno Karabakh e Armenia da una parte e Azerbaijan dall'altra. Un cessate il fuoco formale che non ha però mai fermato gli scontri sulla linea del fuoco, dove militari e civili vengono regolarmente uccisi. Le parti in conflitto continuano ad accusarsi a vicenda di violare il cessate il fuoco. 

Da femministe e antimilitariste, sosteniamo

- la dichiarazione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU (29 settembre 2020) che invita a un URGENTE cessate il fuoco e inizio di negoziati; 

- tutti coloro che in Nagorno Karabak, Armenia e Azerbaigian rifiutano la mobilitazione per la guerra: obiettori di coscienza, disertori, attivisti/e contro la guerra; 

- il comunicato congiunto antiguerra dei giovani di sinistra di Azerbaigian e Armenia che condannano il conflitto armato, l’odio nazionalista, la militarizzazione e chiedono una soluzione pacifica del conflitto, il dialogo, una pace con giustizia, solidarietà e coesistenza (https://www.eastjournal.net/archives/110581?fbclid=IwAR3BR8jgXt7-yOAD-A8ICfylVonulesdOeF6-od9eXUWDqSa46VUTV57rUU) 

 Georgiani/e, armeni/e e azeri/e manifestano per la pace e contro la guerra a Tbilisi, capitale della vicina Georgia, 

PER DIRE “STOP ALLA GUERRA IN NAGORNO KARABAK” 

“STOP A TUTTE LE GUERRE” 

saremo in piazzetta della Garzeria a Padova mercoled’ 14 ottobre alle 17.30 

Donne in Nero – Centro Pandora

1 commento:

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