Come donne in nero di Padova desideriamo condividere informazioni e riflessioni intorno alla guerra.
Crediamo che la guerra mostri oggi la sua totale crudeltà e inutilità.
27 marzo 2020
18 febbraio 2020
La verità delle donne. L'esperienza delle donne colombiane
Da vittime di violenze in tempo di guerra a
protagoniste della realtà sociale e della nascita di percorsi collettivi di resistenza,
di messa in discussione dei ruoli sessuali preordinati, di cambiamento delle
relazioni di subordinazione imposte dalla cultura patriarcale.
Sono le donne della Ruta Pacifica de las Mujeres, organizzazione di donne colombiane nata nel 1996, che in seguito a pressanti richieste e manifestazioni è riuscita a ottenere l'istituzione della Commissione della Verità e Memoria delle Donne, coordinata proprio dalla Ruta Pacifica.
Il 27 febbraio alle 17.30 nella Sala anziani alle 17.30 a Padova la testimonianza di Kelly Echeverrey Alzate, attivista de La Ruta Pacifica, originaria della città di Medellin.
Sono le donne della Ruta Pacifica de las Mujeres, organizzazione di donne colombiane nata nel 1996, che in seguito a pressanti richieste e manifestazioni è riuscita a ottenere l'istituzione della Commissione della Verità e Memoria delle Donne, coordinata proprio dalla Ruta Pacifica.
Il 27 febbraio alle 17.30 nella Sala anziani alle 17.30 a Padova la testimonianza di Kelly Echeverrey Alzate, attivista de La Ruta Pacifica, originaria della città di Medellin.
06 febbraio 2020
LA PALESTINA NON E' IN VENDITA
Trump e la
Palestina :
Con quale autorità
gli USA hanno avanzato l’ennesimo Piano di Pace per la Palestina?
“Gli USA, che
appoggiano pienamente i piani dell’estrema destra israeliana, non sono un
giudice neutrale, non sono un arbitro imparziale, ma
un nemico delle aspirazioni e dei diritti riconosciuti del popolo palestinese”,
scrive Yousef Salman, Presidente della Comunità Palestinese di Roma e del
Lazio. E ancora:
“L’unico
giudice che riconosciamo è l’ONU che ha già deliberato il suo Piano di Pace 72
anni fa, Piano ancor oggi disatteso proprio per l’opposizione degli USA e di
Israele.”
“La pace vuol dire fine dell’occupazione, vuol dire
riconoscere l’esistenza del popolo palestinese e i suoi diritti, cosa che
Israele finora non ha fatto, riconoscere il legittimo diritto
all’autodeterminazione, al ritorno alle case e alle terre come stabilito dalla
risoluzione Onu.. La pace vuol dire il diritto a uno Stato libero e sovrano,
con Gerusalemme est (e non una borgata) sua capitale, a fianco dello Stato
d’Israele.
La lotta dei palestinesi non è una lotta religiosa,
non lottiamo contro gli ebrei e loro non sono i nostri nemici in quanto ebrei,
siamo entrambi popoli semiti, con loro abbiamo vissuto per secoli e possiamo
continuare a viverci oggi e domani.
Il problema è l’OCCUPAZIONE israeliana
delle nostre
vite, la confisca e l’annessione delle nostre terre, la distruzione delle
nostre case, dei nostri villaggi, la repressione e l’oppressione, l’assassinio
dei nostri ragazzi e dei nostri bambini e l’assenza della speranza di
cambiamento futuro.
Quella
che il mondo chiama "questione palestinese" è una questione politica
e non solo umanitaria. Diviene umanitaria per le vessazioni imposte
dall'occupante da quasi un secolo. Ma non si risolve con una valigia di
dollari, si risolve politicamente.”
Mercoledì 12 febbraio saremo
in piazzetta della Garzeria a Padova
per chiedere
che iL GOVERNO ITALIANO E LA
COMUNITà EUROPEA RESPINGANO questo PIANO DI FALSA PACE CHE SEGNEREBBE LA FINE
DELLA PALESTINA
TACERE DI FRONTE A QUESTO ACCORDO TRUFFA SIGNIFICA
RENDERSI COMPLICI
vita terra libertà per il popolo palestinese
Associazione per la Pace – Donne in Nero – Al Quds
Istituto di cultura Italo Palestinese – Comunità Palestinese del Veneto – A.C.S. – Rete Radié Resch
05 febbraio 2020
16 gennaio 2020
DISARMO e SICUREZZA
“È mia opinione - scrive
Rosalie Bertell, scienziata che ha studiato i disastri causati dalle attività
militari - che i principali problemi causati
al nostro Pianeta siano dovuti al nostro imperterrito affidamento all’attività militare. Le conseguenze immediate
della guerra sono morte e distruzione, ma le conseguenze ambientali possono
perdurare per centinaia, spesso migliaia di anni. E non è solo la guerra di per
sé che mina la nostra sopravvivenza, ma anche la ricerca e le esercitazioni
militari, le preparazioni per il combattimento svolte quotidianamente in
varie parti del mondo. La maggior parte di queste attività di preparazione alla
guerra avviene senza un effettivo beneficio per i civili e pertanto noi siamo inconsapevoli di quanto avviene nel nostro pianeta in
nome della ‘sicurezza’.”
Lunedì 27 gennaio 2020 h 17.30
Sala Paladin – Palazzo Moroni
- Padova
Presentazione del
libro di ROSALIE BERTELL, “Pianeta terra. Ultima arma di guerra”
Intervengono:
MARIA HEIBEL,
che ha curato
l'uscita del libro di Rosalie Bertell e dal 2012 cura il sito Nogeoingegneria
BRUNA
BIANCHI, storica,
femminista, pacifista, ambientalista
donneinnero.padova@gmail.com –
centropandora.padova@gmail.com
02 gennaio 2020
SICUREZZA è… SMILITARIZZARE !
SICUREZZA è… SMILITARIZZARE !
E smilitarizzare vuol dire,
per esempio:
· liberare il
nostro territorio dalle basi militari e dai depositi atomici (a Ghedi e Aviano
abbiamo già 70 testate atomiche, prossimamente sostituite con nuove micidiali
bombe atomiche);
· aderire al
trattato ONU per la messa al bando delle armi nucleari;
· smettere di
spendere miliardi per acquistare bombardieri F35 e droni militari;
· cessare di produrre
e vendere armi a paesi in guerra (come lo Yemen e la Turchia ad esempio)
In poche parole: TAGLIARE
LE SPESE MILITARI che stanno arrivando a 87 milioni di euro al giorno.
“È mia opinione - scrive Rosalie Bertell, una scienziata che ha studiato i disastri
causati dalle attività militari - che i principali problemi causati al nostro Pianeta siano dovuti al
nostro imperterrito affidamento all’attività militare.
Le conseguenze immediate della guerra sono morte e distruzione, ma
le conseguenze ambientali possono perdurare per centinaia, spesso migliaia di
anni.
E non è solo la guerra di per sé che mina la nostra sopravvivenza,
ma anche la ricerca e le esercitazioni militari, le preparazioni per il
combattimento che sono svolte quotidianamente in varie parti del mondo.
La maggior parte di queste attività di preparazione alla guerra
avvengono senza un effettivo beneficio per i civili e pertanto noi siamo inconsapevoli di quanto
avviene nel nostro pianeta in nome della ‘sicurezza’.”
SMILITARIZZIAMO L’AMBIENTE E LE NOSTRE VITE
per prenderci cura di noi stessi/e, degli/delle
altri/e,
del mondo in cui viviamo
PER QUESTO SAREMO IN VIA ROMA (davanti alla Banca d'Italia)
A PADOVA
A PADOVA
MERCOLEDì 8 GENNAIO 2020 ALLE
17
Donne in Nero
donneinnero.padova@gmail.com –
controlaguerra.blogspot.com
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