Come donne in nero di Padova desideriamo condividere informazioni e riflessioni intorno alla guerra.

Crediamo che la guerra mostri oggi la sua totale crudeltà e inutilità.

14 gennaio 2018

LIBERTÀ PER AHED TAMIMI, PER TUTTE LE DONNE E I MINORI PALESTINESI RINCHIUSI NELLE CARCERI ISRAELIANE


“Se non ci fosse l’occupazione sarei una giocatrice di football…
Non posso fare progetti a lungo termine perché l’occupazione non me lo permette.”

                                                          Ahed Tamimi

Chi è Ahed Tamimi?
è una ragazza palestinese di 16 anni in isolamento da settimane in centri di detenzione israeliani con l’accusa di aggressione e istigazione alla rivolta. Rischia una condanna di molti anni. Sua madre, Nariman, è detenuta per aver filmato l’incidente.

Cos’ha fatto Ahed?
Quando dei soldati israeliani, armati, di notte, hanno tentato di entrare a casa sua, ha chiesto loro di allontanarsi spingendoli; un soldato l’ha colpita con uno schiaffo violento; Ahed ha reagito schiaffeggiandolo a sua volta. Israele ha diffuso solo quest’ultima immagine che ha girato su tutti i media internazionali.

Perché accade tutto questo?
Ahed appartiene a una famiglia impegnata nella resistenza nonviolenta. Quando aveva 12 anni, un cugino fu ucciso davanti ai suoi occhi durante una manifestazione, colpito alla testa da un lacrimogeno. Un anno dopo, vide i soldati sparare e uccidere uno zio. La scorsa settimana, il cugino Mohammed, 14 anni, è stato colpito al volto da un proiettile di gomma che gli è penetrato nel cranio.
Ciononostante Ahed e la sua famiglia hanno continuato la loro lotta nonviolenta. Una resistenza disarmata all’occupazione israeliana che vari villaggi praticano continuando a marciare e a dimostrare; per questo i soldati israeliani fanno spesso irruzione, soldati armati contro civili disarmati.
Ahed è un simbolo di questa resistenza, una resistenza che Israele combatte duramente. Finalmente è stata arrestata: “Dovrebbe finire i suoi giorni in carcere” ha affermato il Ministro dell’Educazione Naftali Bennett.
Ogni anno finiscono nelle carceri israeliane centinaia di bambini accusati di aver lanciato pietre. Nel 99% dei casi sono dichiarati colpevoli ed incarcerati. E molti sono quelli uccisi: negli ultimi 16 anni l’esercito israeliano ha ucciso in media 11 bambini al mese.



Per chiedere libertà
per Ahed Tamimi 
e tutte le donne e i minori palestinesi 
rinchiusi nelle carceri israeliane
saremo in piazza Cavour a Padova mercoledì 17 gennaio alle 17.30.

13 dicembre 2017

Giù le mani da Gerusalemme !


"Gerusalemme Ovest, la rivedo araba come nei miei pellegrinaggi infantili. Faccio fatica ad accettare il fatto che le vie e le piazze della città in cui sono nato siano state occupate da immigrati polacchi, tedeschi e americani, i quali si sono impadroniti con le armi della città e ne hanno fatto il simbolo del loro dominio esclusivo, senza lasciare alcuno spazio vitale ai palestinesi, ora confinati nella zona orientale, che allora quasi non conoscevo"

Edward Said, "Sempre nel posto sbagliato", cit., p. 125


“I palestinesi combattono per la loro vita, nel vero senso della parola. Noi ebrei israeliani combattiamo per proteggere il nostro privilegio di padroni, nel senso più spregevole del termine. Noi siamo gli occupanti, i torturatori, gli aguzzini”
Amira Hass. giornalista ebrea israeliana

Sabato 16 dicembre dalle 10 alle 12 in piazza Antenore a Padova, la Comunità Palestinese del Veneto e il Coordinamento di Solidarietà con la Palestina nel Veneto invitano a manifestare contro la dichiarazione statunitense e il trasferimento dell’ambasciata USA a Gerusalemme, e contro la complicità del Giro di Italia nella propaganda israeliana.


https://www.facebook.com/events/175353886391766/?notif_t=plan_user_joined&notif_id=1513101434044642 

29 novembre 2017

DONNE E DISARMO NUCLEARE

“Oggi, che ho più di 80 anni, uso tutte le forze che mi restano per convincere gli uomini e le donne del mondo dell’imperativo morale: mettere al bando le armi nucleari. Solo così anch’io potrò morire in pace.”
                Seiko Ikeda, Hibahusha, sopravvissuta alla bomba di Hiroshima


Mercoledì 6 dicembre alle 17.30
Sala Anziani, Palazzo Moroni Padova
Interverrà BRUNA BIANCHI




L’incontro, promosso da Donne in Nero e Centro Pandora, rientra nelle iniziative della Carovana delle Donne per il Disarmo nucleare promossa dalla sezione italiana della WILPF (Lega Internazionale delle Donne per la Pace e la Libertà) in tutto il nostro paese dal 20 novembre al 10 dicembre.


BRUNA BIANCHI, docente di storia delle donne e questioni di genere a Ca' Foscari, traccerà un quadro dei contributi delle donne, sul piano teorico e dell'attivismo, alla lotta per il disarmo nucleare.

Il 7 luglio 2017 le Nazioni Unite hanno approvato il “Trattato sul divieto delle armi nucleari”, votato da 122 paesi e fortemente sostenuto dalla comunità civile internazionale, come testimoniato anche dall’assegnazione del Premio Nobel per la Pace 2017 a ICAN (International Campaign to Abolish Nuclear Weapons), una coalizione civile no-profit internazionale di 486 organizzazioni di 101 paesi.

L’Italia non ha partecipato alla stesura e alla votazione del Trattato allineandosi alle 9 potenze nucleari (USA, Regno Unito, Francia, Russia, Cina, India, Pakistan, Israele, Corea del Nord) che in tutto il mondo detengono 15.000 testate nucleari, di cui attualmente 70 di stanza in Italia nelle vicine basi militari di Aviano e Ghedi.

Firmate la petizione “BANDO ALLE ARMI NUCLEARI: L'ITALIA RATIFICHI!” :    

   https://www.petizioni24.com/italiaripensacisulbandodellearminucleari

“Un’Italia più sicura è un’Italia senza armi nucleari”


   Con il Patrocinio del Comune di Padova