Come donne in nero di Padova desideriamo condividere informazioni e riflessioni intorno alla guerra.

Crediamo che la guerra mostri oggi la sua totale crudeltà e inutilità.

06 maggio 2020

PRIMA LA VITA….

…. PERCHE' IL DOPO VIRUS NON SIA COME IL PRIMA, SE NON ADDIRITTURA PEGGIO
La pandemia ci ha fatto scoprire quanto siamo fragili e vulnerabili e come lo smantellamento avvenuto negli ultimi anni della sanità pubblica abbia favorito la diffusione del contagio provocando migliaia di vittime.


Abbiamo capito che SICUREZZA significa disporre di strutture sanitarie e cure adeguate e questo implica investire di più nella SANITà PUBBLICA.


Invece, proprio in questo periodo, il governo ha deciso di:
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  • ·       -permettere alle industrie belliche, ritenute “essenziali”, di continuare a produrre

  •           continuare ad acquistare:

 - cacciabombardieri F35 : un F35 costa 135 milioni di euro con cui si potrebbero acquistare 1350   letti  per  terapia intensiva
 - un nuovo sottomarino che costa 650 milioni di euro con cui si potrebbero acquistare 6550 letti per            terapia intensiva
      - nuovi blindati, elicotteri, missili per una spesa in 6 anni di 5000 milioni di euro   con cui   si potrebbero acquistare 4200 letti ospedalieri in più all’anno

·              - fare esercitazioni militari in Sardegna mentre  la popolazione è ancora confinata nelle proprie case


Abbiamo bisogno di una SICUREZZA ARMATA?  
O di una SICUREZZA che difenda la VITA?

La produzione e il commercio di armi, gli eserciti, le spedizioni e le esercitazioni militari non difendono la vita ma portano la morte, necessitano del “Nemico”, peggiorano i rapporti sociali, contribuiscono ad alimentare i conflitti, assorbono grandi quantità di risorse a scapito di settori essenziali, quali sono tutti i settori di cura.


Riteniamo urgente:

  • ·       ridurre drasticamente le spese militari (70 milioni di euro al giorno!)


  • ·       convertire l’attività delle industrie belliche per produrre attrezzature e dispositivi utili per la sanità: in Italia ci sono 231 fabbriche di armi e 334 aziende annoverate nel registro delle imprese a produzione militare, mentre c’è una sola fabbrica che produce respiratori polmonari.


Prima la vita, per tutte e tutti insieme, sicure/i in una terra liberata dallo sfruttamento delle risorse, dall’inquinamento, da tutte le armi



Padova, 6 maggio 2020

donneinnero.padova@gmail.com - centropandorapadova@gmail.com


04 aprile 2020

Più Sanità,meno Armi : prima la Vita


Prima la vita, 
per tutte e tutti insieme, 
sicuri/e in una terra liberata 
dallo sfruttamento delle risorse, dall'inquinamento, 
da tutte le armi

DICIAMOLO ANCHE CON LE MASCHERINE !


02 aprile 2020

CESSARE IL FUOCO, SUBITO!

CHE LE DONNE SIANO LE PRIME A CHIEDERE 
LA FINE DELLE GUERRE
Sosteniamo con vigore l’appello del Segretario Generale ONU
per l’immediato cessate il fuoco di tutti i conflitti



Noi donne, siamo le prime vittime delle grandi minacce che incombono sull’umanità:  guerre, disastri ambientali e disequilibri ecologici,  minaccia nucleare, ingiustizia sociale e povertà  incrementata dal debito pubblico.  Seppur oscurate  dall’atavico potere maschile,  siamo state attive  per contrastare le negatività dominanti , sfidando la violenza della cultura patriarcale e attivandoci per abbattere “ le barriere di genere” che ci limitano fortemente nell’esprimere tutte le nostre potenzialità , funzionali a un miglioramento complessivo della società.

Noi donne del Nord e del Sud del mondo, forti di un networking  internazionale consolidatosi a Pechino nel 1995 ( piano di azione ),  è da lunga data che rivendichiamo  il miglioramento del nostro “status”   contestualmente alla rivendicazione della garanzia del binomio pace-sviluppo.

L’attuale  “emergenza globale” della pandemia Covid19    smaschera  l‘inutilità della “sicurezza militarizzata”, basata sulle costosissime e pericolosissime armi nucleari e di altra natura.  Noi donne  ci appelliamo all’evidenza dei fatti e con forza e determinazione ribadiamo l’urgente necessità  dell’unica sicurezza  che merita tale nome: la   “sicurezza umana” cioè quella che   garantisce  “tutti i diritti umani per tutti” a partire da quello della salute attraverso strutture sanitarie efficienti e coordinate a livello globale.

Chiedere il cessate il fuoco immediato per tutte le guerre significa comprendere che per uscire dalla calamità globale in corso  servono immediate risorse finanziarie ed umane da  investire   per risolvere le urgenti problematiche sanitarie, sociali, economiche.

Il “dopo Convid19 ” dovrà basarsi  su una economia di pace, senza guerre , senza combustibili fossili, senza armi di distruzione di massa, senza debito pubblico. 
Il “dopo” deve essere all’insegna di un reale  modello di sviluppo eco-sostenibile ispirato”nutrito” da una profonda alleanza tra esseri umani e natura.

L’8 marzo a Madrid nella giornata conclusiva della Seconda Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza _   - che ha percorso 97 paesi in 5 continenti - noi donne abbiamo rilanciato il nostro impegno “con” la vita affinché l’umanità   recuperi  il senso della specie e la consapevolezza che tutti noi siamo un’unica persona.

Avviamo  il processo di transizione al nuovo mondo che vogliamo,  esigendo:
- la fine delle guerre, incluse quelle economiche
per realizzare la “giustizia umana” e la “giustizia climatica”
- la fine  della cultura  del nemico
per sviluppare e potenziare  la cultura della  solidarietà e della  cooperazione internazionale
per la tutela dei “beni comuni” dell’umanità.

WILPF
AWRR Italia - Associazione Donne della Regione Mediterranea
WIDF - Federazione Democratica Internazionale delle Donne

 Donne in Nero

30 marzo 2020

Più Sanità, meno Armi : prima la vita

Davanti all’attuale epidemia ci scopriamo tutte/i fragili e vulnerabili. Anche chi ha sempre cercato di rimuovere questa sensazione di dipendenza deve oggi riconoscere che la vulnerabilità è la condizione dell’umano, condizione che ci rende tutti/e simili, tutti/e bisognosi dell’altro/a. Costruirsi e rinchiudersi in una fortezza che ci protegga, isolandoci dagli altri, pensando di poter lasciare il mondo fuori dalla nostra porta, non ci rende immuni dalla malattia, dal bisogno, dalla sofferenza e morte.

Così le politiche nazionaliste securitarie - chiudiamo tutti i confini! - e sovraniste - prima gli Italiani! gli americani! ecc - sono illusorie e mistificanti perché in un mondo così interdipendente nessuno può salvarsi da solo.

L’epidemia stessa ci insegna che solo la collaborazione, l’interscambio e la solidarietà basati sulla consapevolezza della dipendenza primaria di ciascun essere umano dalla cura di un altro/a - la madre in primis - e della insopprimibile dimensione relazionale della vita umana possono aiutarci ad affrontare la complessità dei problemi che abbiamo davanti.

E la dipendenza è non solo dagli esseri umani, ma anche dall’ecosistema in cui viviamo, ecosistema che abbiamo sfruttato, inquinato, impoverito e stravolto, talora in modo irreversibile, anche con continue guerre globali e locali. La produzione, la vendita e l’uso delle armi assorbe una quantità di risorse che devono oggi essere impiegate per riparare i danni che abbiamo arrecato all’ambiente e per sostenere la vita e la salute di tutti/e.
Non si può pensare di uscirne con qualche aggiustamento, lasciando inalterato un modo di produzione predatorio con i deboli e il pianeta, e violento perché basato sul ricorso alle armi e ai conflitti armati per risolvere ogni contesa. Si impongono scelte radicali all'altezza della situazione.

Prima la vita, per tutte e tutti insieme, sicuri/e in una terra liberata dallo sfruttamento delle risorse, dall'inquinamento, da tutte le armi.



       Betta Compagni

Padova, 29 marzo 2020

donneinnero.padova@gmail.com - centropandorapadova@gmail.com