Come donne in nero di Padova desideriamo condividere informazioni e riflessioni intorno alla guerra.

Crediamo che la guerra mostri oggi la sua totale crudeltà e inutilità.

16 gennaio 2014

“Senza le donne, non ci sono tavoli di pace"



Il 21 e 22 gennaio si terranno in Svizzera 
colloqui di pace per la Siria.

L’intervento di potenze straniere e di gruppi fondamentalisti ha trasformato la “primavera siriana” contro la dittatura e la feroce repressione di Assad in una vera guerra che sta devastando il paese e massacrando la popolazione siriana.
Dopo 3 anni, il numero dei morti supera i 120.000, più di 8 milioni di persone sono state costrette a lasciare le loro case e oltre 200.000 sono i prigionieri politici del regime solo dal 2011.


L’associazione di donne statunitensi CodePink e una coalizione internazionale di donne saranno in Svizzera per far sentire la voce delle donne siriane e per chiedere:

-       un cessate il fuoco immediato in Siria
-       aiuti umanitari per i campi profughi dove si muore di fame, di freddo e di malattie
-       accoglienza piena e rispettosa dei rifugiati chiedenti asilo
-       piena partecipazione delle donne ai negoziati dei pace
-       il blocco di tutti i rifornimenti di armi

Noi Donne in Nero aderiamo all'iniziativa di CodePink: una nostra delegazione sarà presente a Ginevra.

Vogliamo che le donne di Siria sappiano che non le abbiamo dimenticate.

A Padova saremo in piazzetta della garzeria 
alle 11 di mercoledì 22 gennaio 
e invitiamo chi condivide l’appello delle donne siriane 
ad unirsi a noi

 “Le voci delle donne devono essere incluse nel processo di pace, non solo perché sono vittime di guerra, ma anche, cosa più importante, perché le donne sono i costruttori di pace più efficaci. Nel conflitto gli uomini hanno preso le armi, mentre le donne hanno tenuto insieme le comunità. Le donne sono diventate più forti e meglio attrezzate a svolgere un ruolo chiave nel garantire la pace vera.”
(Mouna Ghanem, fondatrice, Forum delle Donne Siriane per la Pace)


Donne in Nero

Padova, 22 gennaio 2014

donneinnero.padova@gmail.com

15 dicembre 2013

Incontro di donne del mondo dal 20 al 22 gennaio 2014 in Svizzera per il dialogo di pace per la Siria



“Senza le donne, non ci sono tavoli di pace"
Cara pacifista,

dopo 3 anni di orribili lotte, il numero dei morti ora supera i 100.000 e più di 7 milioni di Siriani sono stati costretti a lasciare le loro case. Il dibattito per la pace in Siria avrà luogo finalmente alle Nazioni Unite, in Svizzera il 22 gennaio 2014.

Siamo felici di annunciare che CODEPINK e una coalizione di gruppi di donne hanno lanciato Women Lead to Peace (le donne portano alla pace) un'alleanza globale di organizzazioni di donne che chiedono un cessate-il-fuoco immediato in Siria, l’aiuto umanitario per i profughi e la piena partecipazione delle donne ai negoziati dei pace. Mobiliteremo una presenza fisica di centinaia di donne di tutto il mondo per incontrarci in Svizzera dal 20 al 22 gennaio.

Vogliamo che le donne di Siria sappiano che non le abbiamo dimenticate. Aderite a questa campagna oggi ?
Le donne arriveranno in Svizzera il 20 gennaio per pianificare e apprendere l’una dall’altra.
Il 21 gennaio, organizzeremo un Summit con testimonianze di donne siriane e operatori dell’assistenza umanitaria, testimonianze di donne di paesi che hanno vissuto la transizione dalla guerra alla pace (come la Liberia, l’Irlanda, la Bosnia, il Rwanda) e le testimonianze di donne arabe che hanno svolto un ruolo dirigente in lotte non-violente in paesi come l’Egitto e la Tunisia.
Il 22 gennaio, giorno delle discussioni ufficiali di pace, le partecipanti saranno dentro e fuori con manifestazioni creative, belle ed emozionanti.

Questo invio è aperto a tutte quelle che amano la pace. Se volete aderire come organizzazione o come persona, email Perrine. Questa è la nostra opportunità per amplificare la voce delle donne di tutto il mondo, specialmente delle zone di conflitto. Potete contribuire alla sua realizzazione con una donazione oggi per aiutarci a raggiungere il nostro scopo.

Con coraggio per fare sentire la voce delle donne,
Alli, Kelleen, Janet, Jeremy, Jodie, Linda, Lisa, Medea, Nancy K, Nancy M, Noor, Roqayah, Sergei, e Tighe

06 dicembre 2013

AMANDLA !


"Sappiamo troppo bene che la nostra libertà è incompleta senza la libertà del popolo palestinese"

"Un vincitore è un sognatore che non si è mai arreso''.

NELSON MANDELA 



Non arrendiamoci, continuiamo a sognare.

Grazie, Madiba!

05 dicembre 2013

LE DONNE RACCONTANO LA VERITA' DELLA GUERRA




Dossier della Commissione Verità e Memoria “La Verità delle donne vittime del conflitto armato in Colombia”

La Ruta Pacifica de las Mujeres ha presentato il 14 Novembre il Dossier della Commissione Verità e Memoria “La Verità delle Donne vittime del conflitto armato in Colombia” nell’auditorium del Centro Gabriel García Márquez, a Bogotá in Colombia.
I due tomi del Dossier includono l’esperienza delle vittime e delle sopravvissute, raccontata a partire dalle voci di più di mille donne meticce, afrodiscendenti e indigene che hanno sofferto gli orrori della guerra e conservato queste memorie per anni o decadi nel loro corpo e nel loro cuore. Le testimonianze sono state raccolte in 22 dipartimenti e più di 80 municipi dove la Ruta Pacífica de las Mujeres è presente.
(Scarica il Dossier Completo e il Riassunto: Tomo 1; Tomo 2 e Resumen)
Questo Dossier, le cui indagini sono iniziate nel 2010 e che ha presentato il suo risultato finale, rende conto delle violazioni dei diritti umani contro le donne commesse dai diversi attori armati nell’ambito del conflitto, e cerca, come uno dei suoi principali obiettivi, il riconoscimento da parte dello Stato e della società colombiana della dignità e della verità delle donne, e dell’apporto dato da loro per la costruzione della pace. Questa memoria esige una sanzione morale verso coloro che hanno causato tanto dolore e distruzione e un impegno nella prevenzione.
La Commissione di Verità e Memoria cerca di incidere sull’attuale processo di pace riscattando la presenza delle donne come soggetti politici che raccontano la verità a partire dalla propria esperienza. L’empowerment delle donne, col rendere visibili i fatti accaduti, contribuisce alla trasformazione sociale con il riconoscimento dei loro diritti, a partire dall’elaborazione delle sofferenze subite e dalle forme di resistenza sviluppate.
Questo dossier da parte delle donne contribuisce alla costruzione della pace in quanto è un’iniziativa che apre nuovi canali di dialogo, dato che permette di rompere il silenzio delle donne che sono quelle che più hanno subito le conseguenze del conflitto armato colombiano, insieme alle bambine e ai bambini. Una sfida: rendere possibile che le voci delle donne siano ascoltate nel paese, unendo il sostegno alle vittime con l’indagine sui fatti e la ricerca di soluzioni politiche per il conflitto.

Links:

Novembre 2013



26 novembre 2013

NON IN NOME NOSTRO GLI ACCORDI DEL GOVERNO ITALIANO CON IL GOVERNO ISRAELIANO


NO AL VERTICE DELLE COMPLICITÀ

Il 2 dicembre si terrà il Vertice intergovernativo tra Italia e Israele, 4° incontro bilaterale di una serie iniziata nel 2010 per rafforzare le relazioni in campo militare, economico e culturale. Scarse sono le informazioni sul prossimo vertice, come su tutti quelli che lo hanno preceduto. È un problema di mancata trasparenza che ha caratterizzato in generale gli accordi, in particolare quelli esplicitamente militari, a partire dal Memorandum tuttora segreto del 2003, seguito dalla legge 94 del 2005 (“Accordo generale di  cooperazione tra Italia e Israele nel settore della difesa”).


La cooperazione militare in corso tra i due paesi riguarda la compravendita di armi, di sistemi d'arma, di sistemi di controllo e comunicazione, l'addestramento e la formazione di personale militare e le esercitazioni congiunte: due si sono svolte a fine 2011 in Sardegna e nel deserto del Negev; la prossima si svolge in questi giorni nel sud di Israele ed è considerata particolarmente importante da Israele per rafforzare la cooperazione con la NATO, avviata con un accordo del dicembre 2008.
Come esempio di quanto la cooperazione scientifica abbia a che fare col militare, citiamo la 4ª “Conferenza Annuale sulla Cyber Warfare-Protezione Cibernetica delle Infrastrutture Nazionali” tenutasi a Roma nel 2013 presso l'Università la Sapienza. Spesso le collaborazioni tra università italiane e israeliane si risolvono in un sostegno reciproco alla ricerca in campo bellico o della sicurezza, dato che le istituzioni accademiche israeliane contribuiscono a sviluppare strumenti per il controllo dei Territori Palestinesi occupati.
Anche dietro agli accordi commerciali si nascondono attività che realizzano profitti sostenendo l’occupazione e la repressione: l’azienda italiana Pizzarotti ad esempio è coinvolta nella realizzazione di un treno veloce che espropria terreni palestinesi.

L’esercito israeliano mantiene il controllo militare dei Territori Palestinesi attraverso più di 500 check-point, posti di blocco che impediscono la mobilità così come il MURO di ormai 700 Km che circonda e isola villaggi e città della Palestina e continua a essere costruito, malgrado sia stato dichiarato illegale nel 2004 dalla Corte Internazionale di Giustizia dell'Aia; l’occupazione si sviluppa e si radica tramite l’espropriazione di terreni da cui sono cacciati i palestinesi e su cui si costruiscono insediamenti blindati, abitati da coloni israeliani, insediamenti che rubano preziose risorse palestinesi come l’acqua e terreni agricoli fertili: tutte queste sono violazioni della legalità internazionale e dei diritti umani.







L’Unione Europea lungi dal conformarsi alle regole generali del diritto internazionale mantiene relazioni militari, commerciali, culturali e politiche con Israele, politiche che in pratica sostengono l’occupazione e la colonizzazione nei confronti dei palestinesi e, di conseguenza, le violazioni del diritto internazionale commesse da Israele ai danni della Palestina; così si rende essa stessa colpevole di fatti internazionalmente illegittimi che coinvolgono la sue responsabilità internazionale. L’Unione Europea è quindi complice.

Anche il governo italiano è complice: mantiene e rafforza le sue relazioni con il governo israeliano, non tiene per niente in conto i diritti e le ragioni del popolo palestinese, e lo fa malgrado le stragi impunite come l'operazione “Piombo fuso” contro Gaza del 2008-2009. Così come vengono lasciate impunite le minacce alla possibilità di sopravvivenza delle donne e degli uomini palestinesi, sottoposte/i al continuo rischio di uccisione, di cattura e detenzione, di demolizione delle case, di ulteriore sottrazione di territori per espandere le colonie, di perdita delle risorse come l’acqua e gli ulivi, di trasferimento forzato, di espulsione.


Collaborare vuol dire diventare complice e corresponsabile dei crimini di Israele
Non è questa la politica che noi crediamo giusta,
come cittadine/i italiane/i la rifiutiamo e ancora una volta diciamo
NON IN NOSTRO NOME

Per ribadire un forte No a questi accordi sabato 30 novembre si manifesta a Roma, Torino e altre città italiane. A Padova siamo in piazzetta Garzeria alle 11.

Donne in Nero     Associazione per la Pace